L’Avvocato Francesco Cerciello ha affrontato la tematica dei diritti e delle tecnologie del Metaverso nell’ambito del corso di alta formazione in Diritti nel Metaverso, con particolare riferimento alla propria esperienza di avvocato specializzato in privacy, cybersecurity e diritto delle tecnologie.

È stata l’occasione per sottoporre all’Avvocato alcune domande, relative ai progetti più interessanti e più complessi che ha seguito.

Domanda: Le tecnologie sono, nel Metaverso più che mai, un elemento essenziale per immaginare come cambieranno i diritti degli individui che lo popoleranno. Quali tecnologie potrebbero trovare nel Metaverso una nuova “dimensione”?

Risposta: Il Metaverso è ancora in fase di sviluppo e, tra le varie, molte sono le incertezze anche sulle tecnologie che ne permetteranno il funzionamento. Tuttavia, già oggi è possibile pensare che alcune delle tecnologie che conosciamo si riveleranno indubbiamente essenziali per la creazione del Metaverso. Si pensi, ad esempio, al ruolo delle tecnologie VR e AR, che rendono possibili le interazioni “materiali” tra gli utenti e immersiva l’esperienza che la nuova dimensione virtuale del Metaverso mira ad offrire. L’intelligenza artificiale, utilizzata per creare personaggi virtuali intelligenti, è in grado di migliorare l’autenticità dell’esperienza degli utenti. Ancora, il cloud computing è imprescindibile per sostenere un Metaverso che richiederà enormi capacità di elaborazione e di archiviazione. In ultimo, la blockchain: certamente elemento principale del Metaverso, tecnologia necessaria per la creazione di economie virtuali che si basano su transazioni sicure e decentralizzate, oltre che supporto per tutte le altre tecnologie che convergeranno all’interno del Metaverso.

Domanda: Quali saranno i diritti che avranno maggior bisogno di tutela nella nuova realtà che chiameremo Metaverso?

Risposta: Ritengo che, proporzionalmente alla crescita del livello di partecipazione, il Metaverso porrà certamente delle nuove sfide per la tutela dei diritti degli individui che vi transiteranno. Dalle molteplici attività e finalità di trattamento dei dati personali degli utenti deriverà il bisogno di ripensare, inter alia, i principi e gli obblighi di trasparenza, di privacy-by-design e privacy-by-default, secondo una nuova prospettiva tecnica e tecnologica. Grande attenzione merita la creazione di contenuti e i connessi diritti di proprietà intellettuale, che subiranno un considerevole boost e acquisiranno nel Metaverso una nuova dimensione. Indubbiamente, anche la gestione delle transazioni finanziarie all’interno degli ambienti virtuali richiederà una regolamentazione adeguata e una maggiore collaborazione tra le autorità e le aziende che svilupperanno il Metaverso. Inoltre, le nuove modalità di offerta e di acquisto di beni e servizi all’interno del Metaverso catalizzeranno sicuramente l’attenzione anche sui diritti dei consumatori e sulle possibili limitazioni della concorrenza. Questi e molteplici altri diritti richiederanno, come accade per ogni ecosistema dominato dalle tecnologie, un notevole sforzo da parte del legislatore e dei principali operatori del futuro framework regolatorio del Metaverso.

Domanda: Come si comporta una realtà che oggi vuole accedere al Metaverso per offrire una nuova dimensione ai propri progetti e servizi?

Risposta: Dal mio personale e professionale punto di vista, questa è la sfida oggi più affascinante e complessa. Già da tempo, molte realtà si sono mosse per valutare i limiti che complessivamente si pongono all’accesso al Metaverso e quanto sia necessario a utilizzarlo come luogo virtuale di esecuzione e realizzazione dei propri servizi. Nella mia recente esperienza, ho avuto l’opportunità e la fortuna di occuparmi di progetti davvero ambiziosi che rappresentano tutto l’interesse e l’investimento di realtà – anche affermate – nei confronti del Metaverso. Senza dubbio, rivolgere i propri beni e servizi al Metaverso (come lo conosciamo oggi) si rivela un’opportunità di sviluppo e di crescita dei propri progetti e delle proprie idee che, in verità, potrebbe anticipare – entro i diversi limiti legali e regolatori – un nuovo mercato digitale.