Il Campus ESE di Roma: formare visionari nel cuore della Città Eterna
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Read moreMentre l’intelligenza artificiale continua a rivoluzionare i settori industriali e a ridefinire il futuro del mondo degli affari, gli istituti accademici si stanno attivando per fornire agli studenti le competenze necessarie per orientarsi in questo panorama in continua evoluzione. Presso la European School of Economics (ESE), i corsi AI in Business sono pensati non solo per sviluppare le conoscenze tecniche, ma anche per promuovere una riflessione etica, giuridica e strategica.
In questa intervista esclusiva, parliamo con Maria Elena Iafolla, docente di Diritto commerciale presso il campus di Milano dell’ESE e responsabile del Dipartimento di Innovazione e Sostenibilità, che condivide le sue riflessioni sull’intelligenza artificiale, la regolamentazione e il futuro dell’istruzione.
Il percorso professionale del professor Iafolla riflette un interesse di lunga data per l’intersezione tra quadri giuridici, progresso tecnologico e strategia aziendale.
«In qualità di avvocato, mi sono sempre interessata all’intersezione tra diritto, tutela dei diritti, innovazione tecnologica e mondo degli affari», spiega. «Ho scelto fin dall’inizio di affiancare le aziende nei loro processi di innovazione».
Il suo ruolo accademico va oltre la semplice trasmissione di conoscenze teoriche. All’ESE, il suo obiettivo è fornire agli studenti la capacità di prendere decisioni strategiche, utilizzando la conformità normativa come quadro di riferimento. Questo approccio garantisce che l’innovazione rimanga responsabile e in linea sia con gli standard etici che con gli obiettivi aziendali.
L’intelligenza artificiale viene spesso percepita esclusivamente come uno sviluppo tecnologico, ma dal punto di vista giuridico rappresenta una sfida di governance molto più ampia.
Tra le questioni chiave figurano la responsabilità delle decisioni automatizzate, la necessità di spiegabilità e trasparenza, la qualità dei dati e la protezione dei dati
«Questi elementi sono essenziali per la tutela dei diritti fondamentali», osserva.
Un’altra sfida importante è rappresentata dalla frammentazione delle normative tra i vari paesi. Questa mancanza di armonizzazione crea difficoltà alle aziende che operano a livello internazionale, rendendo più complessa la conformità normativa e rallentando l’innovazione transfrontaliera.
Con l’introduzione di nuovi quadri normativi, come l’AI Act, l’Europa si sta posizionando all’avanguardia nello sviluppo responsabile dell’intelligenza artificiale. Per gli istituti di istruzione, ciò rappresenta un’opportunità significativa.
«Le università possono diventare veri e propri centri di cultura dell’innovazione», spiega.
All’ESE, ciò si traduce nello sviluppo di competenze in materia di governance dell’intelligenza artificiale e nella promozione della collaborazione interdisciplinare, oltre che nel sostegno alla ricerca in ambito giuridico, etico e tecnico
Anziché essere vista come un limite, la conformità può fungere da catalizzatore per l’innovazione. Gli istituti di istruzione hanno l’opportunità di sperimentare nuovi modelli didattici e preparare gli studenti a operare in contesti altamente regolamentati.
Secondo il professore, i professionisti di domani dovranno possedere sia conoscenze tecniche che capacità di pensiero critico.
Le competenze fondamentali comprendono l’alfabetizzazione digitale e la capacità di gestire i dati, la comprensione dei quadri normativi, nonché il pensiero strategico e analitico
«L’agilità interdisciplinare diventerà un punto di forza distintivo», sottolinea.
Questa capacità di muoversi con disinvoltura nei settori giuridico, gestionale e tecnologico consentirà ai futuri leader di prendere decisioni consapevoli e di promuovere un’innovazione sostenibile.
Per gli studenti interessati a intraprendere una carriera nel mondo degli affari e dell’intelligenza artificiale, il professore sottolinea l’importanza di trovare un equilibrio tra specializzazione ed esplorazione interdisciplinare.
«Il mio primo consiglio è quello di coltivare sia la profondità che l’ampiezza», afferma.
Gli studenti dovrebbero puntare a costruire una solida base nella loro disciplina principale, sviluppando la capacità di collegare tra loro diversi ambiti, con l’obiettivo di comprendere le implicazioni etiche dell’innovazione.
In un settore in rapida evoluzione come quello dell’intelligenza artificiale, la curiosità è una risorsa fondamentale. Tenersi aggiornati sulle nuove tecnologie, sugli sviluppi normativi e sulle prospettive emergenti consentirà agli studenti di rimanere competitivi e flessibili.
«Scopri nuovi strumenti e integrali attivamente nel tuo percorso di crescita intellettuale», consiglia.
I corsi di intelligenza artificiale offerti da ESE sono pensati per andare oltre la semplice formazione tecnica. Integrando aspetti giuridici, etici e di strategia aziendale, preparano gli studenti a diventare leader responsabili in un mondo complesso e in rapida evoluzione.
Grazie a un approccio interdisciplinare e a una forte attenzione alla sostenibilità, l’ESE garantisce che gli studenti non solo siano pronti ad accogliere l’innovazione, ma anche a plasmarla in modo da apportare benefici alla società nel suo complesso.
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