ESE Roma: formare professionisti pronti per un lavoro flessibile e in continua evoluzione
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Read moreUn incontro dirompente ha recentemente riunito docenti, studenti e imprenditori del Club Raheem per discutere della fine dell’insegnamento tradizionale, dell’illusione del mondo esterno e dell’avvento del «tempo libero creativo».
In un evento che ha messo in discussione tutti i fondamenti accademici e sociali contemporanei, Elio D’Anna, fondatore e presidente della European School of Economics (ESE), ha presentato la sua visione radicale sul futuro dell’apprendimento e dello sviluppo umano.
Con il titolo “La nuova istruzione: dall’insegnamento alla conoscenza di sé”, l’incontro ha visto un intervento che ha smantellato il concetto stesso di cosa significhi “imparare” e “lavorare”. Attraverso un percorso basato sulla propria esperienza – dal suo passato di rockstar al suo ruolo di imprenditore di successo – D’Anna ha proposto un cambiamento di paradigma che è al centro della nostra università privata: il successo esteriore non è altro che un riflesso esatto dello stato interiore dell’individuo.
Per D’Anna, l’attuale sistema educativo non solo è obsoleto, ma anche dannoso. Ha criticato aspramente la pratica di «infondere» la conoscenza, sostenendo che le istituzioni accademiche tradizionali stanno soffocando la creatività innata delle nuove generazioni e trasformando i giovani in «adulti snaturati».
“Any external knowledge that schools and universities try to instill in you is nonsense. Because instilling something into a human being, from my point of view, is a crime. […] The word education comes from the Latin ‘exduco’, which means to draw out, to extract; it does not mean to instill. Each of you has an incredible treasure inside.”
Il fondatore prevede che, nel giro di un paio di decenni, le università così come le conosciamo oggi scompariranno. Al loro posto – e come già si intravede nei corsi e nei programmi di laurea britannici offerti dall’ESE – egli propone aule prive di banchi e gerarchie, in cui studenti e docenti siano collaboratori e partner che apportano il proprio contributo originale.
Uno degli aspetti più significativi dell’incontro è stata la sua visione del futuro del lavoro di fronte all’automazione e all’intelligenza artificiale. Lungi dal considerarla una minaccia, D’Anna la definisce una liberazione per gli esseri umani.
“We have to be prepared for an era that our business school is already representing: the era of joblessness, which is a blessing. It is the blessing of golden and creative leisure. Working will become a crime. Man is made to dream.”
Ha consigliato ai giovani e agli imprenditori presenti di smettere di imitare i cicli meccanici della società moderna, descrivendo il lavoro tradizionale come una «prigione autoimposta» e una forma di schiavitù. Secondo la sua visione, una sola idea originale può trasformare la vita di una persona senza che sia necessario mendicare un lavoro.
Durante l’evento, D’Anna ha ribadito con forza un principio fondamentale della teoria quantistica insegnato in tutti i campus dell’ESE: la visione e la realtà sono la stessa cosa. Secondo il fondatore dell’ESE, i conflitti globali, le crisi economiche e persino le malattie non sono altro che proiezioni degli stati interiori dell’umanità.
Di fronte a un pubblico composto da esperti di relazioni internazionali e di economia, D’Anna ha parlato con forza della responsabilità individuale, affermando in modo provocatorio che «la vittima è sempre colpevole», poiché è l’individuo stesso che, inconsciamente, dà il proprio consenso interiore affinché si verifichino le avversità.
“The outside world is just a projection. Everything you see and touch comes from within you. There is no bad guy out there. There is nothing that can victimize you if you do not victimize yourself. If you understand that the outside and the inside are the same, then you will know where to intervene.”
In questo contesto, ha ridefinito la figura del «nemico» o delle difficoltà lavorative. Per D’Anna, l’antagonista non appare per distruggere, ma perché l’individuo lo ha creato per superare se stesso: “The antagonist loves you much more than you can love yourself. They know the shortcut for you to hit the target.”
In conclusione, D’Anna ha offerto ai presenti una “tecnica” interiore per affrontare la vita e il mondo degli affari: l’osservazione di sé e la calma interiore. Ha spiegato che, smettendo di identificarsi con la paura, i dubbi o la sofferenza, questi si dissolvono, permettendo alle soluzioni e alla ricchezza di fluire senza sforzo.
“External success—victory—is just a result. You have to triumph within yourself. […] Pay attention to yourself. If you observe your inner hell in silence, in a few minutes it dissolves, and the answers, solutions, and healings arrive from the outside to reflect this inner victory.”
L’evento ha lasciato ai partecipanti – dai giovani alla ricerca del proprio posto nel mondo ai veterani del mondo aziendale – un messaggio chiaro: la vera leadership, la vera diplomazia e la vera economia non nascono nelle sale dei consigli di amministrazione o nei parlamenti, ma dalla padronanza assoluta di sé stessi.
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