Studiare alla ESE Milano e vivere la magia della città durante il periodo natalizio
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Read moreL’industria cinematografica non è più solo luci, telecamere e azione: è anche algoritmi, modelli di finanziamento e padronanza logistica. ESE London ha recentemente dato il benvenuto a James F. Simpson, l’acclamato produttore, regista e sceneggiatore dietro Il mercante di Venezia (candidato ai BAFTA) e Il ponte di San Luis Rey.
Con una carriera ventennale alle spalle e collaborazioni con leggende del calibro di Al Pacino, Robert De Niro e Charlize Theron, Simpson ha offerto agli studenti dell’ESE una masterclass senza filtri sulla realtà del cinema moderno.
Per gli studenti che frequentano il nostro MBA in Gestione dell’industria cinematografica o il nostro corso specialistico Corso breve in Gestione dell’industria cinematografica, questa sessione è stata un perfetto caso di studio su come la teoria soddisfi le rigorose esigenze del mercato globale.
Uno dei principi fondamentali insegnati all’ESE è l’adattabilità nei modelli di business. Simpson ha sottolineato un cambiamento epocale nel settore: il crollo dei flussi di entrate tradizionali.
All’inizio degli anni 2000, i produttori facevano affidamento principalmente sulle vendite di DVD e sui diritti televisivi. Oggi, il predominio dei giganti dello streaming come Netflix, Amazon e Apple ha rivoluzionato l’accesso, ma ha ridotto i ricavi dei produttori. Questo cambiamento costringe i registi di oggi a ripensare i modelli finanziari: una competenza fondamentale trattata nel programma ESE MBA Film Industry. Simpson ha osservato che, mentre i budget si riducono, la necessità di creatività finanziaria è ai massimi livelli.
Simpson ha offerto un affascinante confronto tra la logistica di produzione di allora e quella di oggi.
Per gli studenti del nostro Corso breve sull’industria cinematografica, comprendere questo flusso di lavoro tecnologico è fondamentale. Gli effetti visivi di alta qualità sono ora accessibili anche ai team di produzione più piccoli, democratizzando la possibilità di raccontare storie epiche senza un budget da blockbuster.
Forse la lezione più preziosa per gli aspiranti produttori è stata la sincera analisi di Simpson sul finanziamento dei film. Ha descritto il grande paradosso dell’industria:
“Per attrarre investimenti servono attori importanti,
Per affrontare questo scenario del “uovo o la gallina”, Simpson ha consigliato ai registi emergenti di sfruttare i film indipendenti e gli agenti di vendita nei principali mercati come Cannes, Venezia e Berlino. Questo networking strategico è esattamente ciò per cui ESE prepara gli studenti, fornendo loro la consapevolezza del settore necessaria per costruire credibilità prima ancora che le telecamere inizino a girare.
Affrontando l’argomento scottante, Simpson ha discusso dell’ascesa dell’intelligenza artificiale nella sceneggiatura e nella replica vocale. Pur riconoscendo il ruolo dell’IA nel miglioramento dell’efficienza, ha tracciato una linea netta per quanto riguarda la creatività.
Facendo riferimento alle opinioni di Steven Spielberg sul potere trasformativo della musica, Simpson ha sostenuto che la vera originalità deriva dall’intuizione umana, dall’intelligenza emotiva e dall’esperienza vissuta, qualità che gli algoritmi non possono replicare. Per gli studenti dell’ESE, ciò rafforza l’idea che, sebbene le competenze tecniche siano essenziali, è la loro visione artistica unica a definire la loro carriera.
La visita di James F. Simpson esemplifica la filosofia dell’ESE: L’apprendimento va oltre l’aula.
Che si tratti di gestire una troupe di 70 persone, occuparsi della logistica del catering sul set di un film da 36 milioni di dollari o districarsi tra le questioni etiche dell’intelligenza artificiale, il regista moderno deve essere un ibrido tra artista e imprenditore.
Alla European School of Economics non formiamo spettatori: forgiamo sognatori pragmatici, individui capaci di guidare il settore attraverso la visione interiore e la responsabilità creativa.
Il nostro approccio al mondo del cinema nasce da una legge superiore: la consapevolezza che ogni trasformazione inizia dall’interno.
Come ci ricorda Elio D’Anna, fondatore e presidente di ESE:
“L’abbandono di concezioni obsolete e visioni ristrette del mondo, e la loro sostituzione con idee innovative, sarebbe impossibile se una nuova visione non trovasse prima posto nel cuore e nella mente di individui dotati di una psicologia più matura: sognatori pragmatici, esploratori dell’invisibile, visionari capaci di concepire e sostenere idee di tale potenza e vastità da risultare insopportabili per tutti gli altri… Visione e realtà sono la stessa cosa. Quando la visione cambia, la realtà segue”.
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